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La storia di Alessandro Compagnin, biellese di 31 anni, nasce con il “Black Sheep project”: un logo che diventa un vero e proprio stile di vita.
Una pecora nera che presta il nome ad una moto dall’estetica vincente, che gli vale i primi riconoscimenti a livello internazionale. Un simbolo che si fa tratto distintivo, non solo per i suoi amici, ma anche per chi, come lui, condivide passioni come la boxe e i tatuaggi.
Con il passare del tempo, l’interesse per la vetroresina, nato come un hobby ai tempi della realizzazione della carena per sua prima motocicletta, evolve, lasciando spazio alle applicazioni più disparate: prima fra tutte, il design.
Sedie e tavoli, personalizzati e colorati, iniziano a campeggiare nelle case e nei locali di amici ed estimatori, accrescendo l’interesse e l’ammirazione nei confronti di questo nuovo artista. Già, perché non esiste un altro termine per definire un personaggio spinto da tanta urgenza creativa.
Ora Alessandro si sta dedicando principalmente alla creazione di quadri: trasforma la vetroresina in una tela sulla quale ‘dipingere’ forme semplici e volti di persone amiche, nella volontà di dare corpo alla quotidianità.
Chissà quali altre sorprese ci riserverà questo giovane creativo, che si affaccia al mondo artistico con la genuinità e la spinta emotiva che solo chi sa dare vita ad oggetti inanimati riesce ad avere.
STORIA: (versione dedicata solo ai quadri)
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